Around the World

Portogallo, approvata la legge che vieta il velo integrale nei luoghi pubblici

// Lorena Palanga //
Il velo negli spazi pubblici: minaccia o diritto? © Imad Alassiry - unsplash
Il Parlamento portoghese ha approvato in ottobre, con ampia maggioranza, la legge che vieta l’uso del velo integrale nei luoghi pubblici, scatenando reazioni contrastanti in patria e all’estero. Il divieto riguarda niqab e burqa, indumenti che coprono il volto di alcune donne musulmane. Secondo i promotori, la norma serve a “garantire la sicurezza pubblica e promuovere una società aperta e trasparente.” “In un’epoca segnata da tensioni globali, la visibilità dei volti è questione di sicurezza e convivenza civile”, ha dichiarato il ministro degli Interni António Mourão. La misura ha suscitato critiche dalle comunità musulmane (0,4% della popolazione) e dalle organizzazioni per i diritti civili. “Non è integrazione, ma esclusione”, afferma Fatima El-Hadji, presidente dell’associazione islamica di Lisbona. “Per molte donne il niqab è una scelta spirituale, vietarlo è controllo sul corpo femminile.” Alcuni costituzionalisti dubitano della legittimità della legge, ma il governo sostiene la conformità agli standard europei, richiamando i precedenti di Francia, Belgio, Danimarca e Austria. La decisione si inserisce nel dibattito europeo sul ruolo del velo, tra modelli laici e approcci multiculturali.

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Generationen von Mädchen ohne Bildung

Bildung für Afghaninnen – oder einmal mehr nur leere Versprechungen? © pexels
Die Taliban-Regierung in Afghanistan kündigt an, Mädchen und Frauen bald wieder Bildung zu ermöglichen – angeblich sind die Vorbereitungen dafür bereits „zu 95 Prozent“ abgeschlossen und erfolgen im Einklang mit islamischen Regeln. Doch seit ihrer Machtübernahme 2021 wurden Frauen systematisch entrechtet: Universitäten geschlossen, weiterführende Schulen verboten, über hundert Dekrete, die Arbeit, Mobilität und Sichtbarkeit fast vollständig einschränken. Frauenrechtlerinnen glauben daher nicht an echte Veränderungen, denn die Lehrpläne werden von Religionsgelehrten, nicht von Pädagog*innen entwickelt. Statt Mathematik oder Literatur dominieren Inhalte über den „heiligen Krieg“ und die Taliban-Ideologie. Amnesty International warnt, die Taliban nutzten solche Ankündigungen nur für außenpolitische Zwecke, während die Menschenrechtslage katastrophal bleibt. Afghanische Frauen leben weiter in einem System, das ihre Freiheit und Zukunft zerstört. Wie lange können wir noch zuschauen, während eine ganze Generation von Mädchen ohne Bildung heranwächst?