Around the World

Generationen von Mädchen ohne Bildung

Bildung für Afghaninnen – oder einmal mehr nur leere Versprechungen? © pexels
Die Taliban-Regierung in Afghanistan kündigt an, Mädchen und Frauen bald wieder Bildung zu ermöglichen – angeblich sind die Vorbereitungen dafür bereits „zu 95 Prozent“ abgeschlossen und erfolgen im Einklang mit islamischen Regeln. Doch seit ihrer Machtübernahme 2021 wurden Frauen systematisch entrechtet: Universitäten geschlossen, weiterführende Schulen verboten, über hundert Dekrete, die Arbeit, Mobilität und Sichtbarkeit fast vollständig einschränken. Frauenrechtlerinnen glauben daher nicht an echte Veränderungen, denn die Lehrpläne werden von Religionsgelehrten, nicht von Pädagog*innen entwickelt. Statt Mathematik oder Literatur dominieren Inhalte über den „heiligen Krieg“ und die Taliban-Ideologie. Amnesty International warnt, die Taliban nutzten solche Ankündigungen nur für außenpolitische Zwecke, während die Menschenrechtslage katastrophal bleibt. Afghanische Frauen leben weiter in einem System, das ihre Freiheit und Zukunft zerstört. Wie lange können wir noch zuschauen, während eine ganze Generation von Mädchen ohne Bildung heranwächst?

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India: il capo del governo del Bihar privilegia le donne nei programmi sociali

// Lorena Palanga //
Bihar: donne al centro © Sinitta Leunen - unsplash
Il governo dello stato del Bihar ha annunciato un pacchetto di politiche sociali orientate in particolare alle donne, con l’obiettivo dichiarato di favorire lo sviluppo inclusivo e rafforzare la partecipazione femminile nella vita economica e pubblica. In un discorso pubblico il capo dell’esecutivo ha messo in evidenza due misure chiave: l’erogazione di elettricità gratuita — fino a un certo numero di unità mensili — alle famiglie più bisognose e il lancio di programmi di empowerment economico per le donne, attraverso trasferimenti diretti e incentivi all’imprenditoria femminile. La strategia s’inserisce in un contesto elettorale, ma anche in uno scenario dove la condizione delle donne resta segnata da disparità: accesso al lavoro, istruzione, condizioni di vita. Il governo intende valorizzare le donne non solo come beneficiarie di assistenza, ma come agenti attive: promuovendo la partecipazione al mercato del lavoro, la formazione, l’imprenditoria. Restano però da chiarire due aspetti: la sostenibilità delle misure nel tempo e l’effettiva traduzione in opportunità concrete – potere, reddito, autonomia – oltre l’immagine elettorale. Se queste misure riusciranno ad abbattere barriere strutturali, potranno diventare un modello. Altrimenti rischiano di restare annunci senza impatto duraturo.