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Autorità locali europee chiedono ruolo centrale nella parità di genere

// Lorena Palanga //
UE: ruolo chiave dei territori per la parità di genere © Alexandre Lallemand - unsplash
Durante la plenaria del Comitato europeo delle Regioni del 14 ottobre 2025, i rappresentanti locali e regionali dell’UE hanno adottato un documento che chiede un ruolo centrale per le autorità territoriali nella prossima strategia europea per l’uguaglianza di genere. Il testo afferma che la parità deve realizzarsi nei territori — città, comuni, regioni — e propone di integrare la dimensione di genere in tutti i programmi del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, applicando un “gender-responsive budgeting”. Si chiede inoltre di creare osservatori, audit regolari e misure specifiche per le donne nelle aree rurali e svantaggiate. I relatori hanno ricordato che la parità è anche una questione di democrazia e competitività: “Quando le donne partecipano pienamente, le comunità prosperano.” Senza fondi adeguati e potere decisionale locale, però, gli impegni rischiano di restare solo sulla carta.

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Commissione Europea valuta fondo per l'accesso all'aborto sicuro

// Lorena Palanga //
Commissione Europea valuta fondo per l’accesso all’aborto sicuro © Jc Gellidon - unsplash
Il 3 ottobre la Commissione Europea ha annunciato l'intenzione di esaminare la proposta di istituire un fondo per garantire alle donne l'accesso all'aborto sicuro in paesi con leggi restrittive. Questa iniziativa nasce a seguito di una campagna dei cittadini che ha raccolto oltre un milione di firme in tutta l'Unione Europea. La proposta mira a sostenere le donne che, a causa di normative nazionali limitative, non possono accedere ai servizi di interruzione volontaria di gravidanza nel proprio paese. Il fondo potrebbe coprire spese per viaggi, alloggio e assistenza sanitaria in stati membri dove l'aborto è legale e accessibile. L'iniziativa ha suscitato reazioni contrastanti: sostenitori evidenziano l'importanza di garantire i diritti riproduttivi delle donne, mentre i critici sollevano preoccupazioni riguardo all'ingerenza nelle politiche sanitarie nazionali. La Commissione ha dichiarato che avvierà consultazioni con gli Stati membri e le organizzazioni della società civile per valutare la fattibilità e l'impatto di tale misura.