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Afghanistan: continua la protesta delle donne contro il governo dei talebani

// Verena De Monte //
Ancora una volta le donne afghane scendono coraggiosamente in strada per protestare. © shutterstock


A fine aprile un gruppo di donne afghane ha partecipato a una marcia spontanea a Kabul, sfidando le forze di sicurezza talebane. L’obiettivo era esortare la comunità internazionale a non riconoscere il gruppo estremista tornato al potere in Afghanistan nel 2021. La manifestazione si è svolta pochi giorni prima di un incontro internazionale sull'Afghanistan convocato dalle Nazioni Unite.
L’Onu non ha ancora riconosciuto il governo talebano e ha approvato all'unanimità una risoluzione che lo esorta a revocare rapidamente le sempre più dure restrizioni nei confronti delle donne. Tuttavia, la vicesegretaria generale dell'ONU Amina Mohammed ha dichiarato che potrebbero essere effettuati alcuni passi verso il riconoscimento del governo dei talebani, benché ciò dipenda da una serie di condizioni. Le donne afghane hanno lanciato un coraggioso segnale affinché la difesa delle loro vite e libertà prevalga sugli interessi economici e geostrategici.

Editorial

Recht - Diritto

Vielleicht hallen auch Ihnen die Worte von Marianne Steinhauser, der ersten Präsidentin des Landesbeirates für Chancengleichheit für Frauen, und ihrer Vizepräsidentin Luisa Gnecchi aus der vergangenen ëres-Ausgabe noch nach: „Die Menschen werden einfach nicht informiert, und das hat mich am meisten gestört. Auch wenn jemand informiert ist, macht er nicht immer das, was er soll.
Aber zumindest wissen, dass…“ und “Il primo lavoro su cui ci siamo trovate immediatamente d’accordo è stato: ‘Facciamo degli opuscoli sui diritti delle donne’.” Haben Sie sich schon einmal gefragt, welche Rechte Sie als Frau* haben – und ob Sie sie voll ausschöpfen?
Die letzte ëres 2025 widmet sich dem Thema „RECHT – DIRITTO“. Denn unsere hart erkämpften Rechte sind keine Selbstverständlichkeit – nicht in Afghanistan, nicht in Gaza, nicht in Europa, nicht in Italien, nicht in Südtirol. Mehr denn je müssen wir sie kennen, sie einfordern und sie leben.

Wir wünschen Ihnen eine gute Lektüre
Maria Pichler - Chefredakteurin