No woman - No panel
Dove le donne non sono l'eccezione
// Linda Albanese //
La domanda, da anni, è sempre la stessa: dove sono le donne? Nei convegni, nei tavoli decisionali, ai vertici delle istituzioni? Ma oggi, a Merano, le donne ci sono. E guidano la città. Dalla sindaca alle principali istituzioni cittadine, una rete di leadership femminili racconta un cambiamento culturale.

La sindaca Katharina Zeller, la segretaria generale Lucia Attinà, la direttrice delle Terme Adelheid Stifter, la presidente dell'Azienda di Soggiorno Ingrid Hofer e la direttrice Daniela Zadra, la direttrice del Museo delle Donne Julia Aufderklamm, la presidente di Merano Galoppo Clara Martone, la direttrice di Meranarena Sandra Zambianco, la direttrice del Comprensorio sanitario Janah Maria Andreis e la direttrice dei Giardini di Castel Trauttmansdorff Gabriele Pircher: una concentrazione di leadership femminili difficilmente riscontrabile altrove in Italia. Non è un caso che i principali quotidiani nazionali abbiano dedicato pagine intere alla "città delle donne". Le protagoniste intervistate ricordano che la presenza femminile ai vertici non è un punto di arrivo, ma uno strumento di trasformazione. Vedere donne che amministrano e decidono rende quei ruoli immaginabili anche per le nuove generazioni, contribuendo a superare stereotipi che per decenni hanno identificato la leadership con il maschile.
Le radici del cambiamento
Questo risultato affonda le radici nella storia del femminismo meranese. Un ruolo decisivo lo ha avuto il Museo delle Donne, fondato nel 1988 per restituire visibilità alle protagoniste della storia e promuovere educazione alle pari opportunità. Negli stessi anni prese forma anche la Casa delle Donne di Merano, la prima dell'Alto Adige, nata dall'impegno dell'associazione Donne contro la violenza: non solo un rifugio e un centro antiviolenza, ma un presidio culturale e sociale che ha contribuito a rendere visibile la violenza di genere come problema collettivo. È anche grazie a questo lavoro che oggi la presenza di tante donne ai vertici appare come il frutto di un cambiamento coltivato nel tempo. Accanto ad altoatesine di madrelingua tedesca siedono donne del gruppo linguistico italiano e professioniste con esperienze maturate dentro e fuori la provincia. Una leadership plurale che riflette il carattere bilingue e interculturale di Merano.
La città cambia prospettiva
La presenza femminile non si riflette solo nelle nomine, ma anche nelle politiche. La sindaca Zeller punta, infatti, a una città progettata con uno sguardo di genere: tra i prossimi obiettivi c'è l'Atlante di genere di Merano, affidato alle architette Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro, che analizzerà gli spazi urbani in base ai bisogni di tutte e tutti per orientare una pianificazione più sicura, accessibile e inclusiva. La parità, naturalmente, non si misura contando le poltrone occupate dalle donne, ma verificando se le opportunità sono davvero accessibili. Eppure Merano rappresenta oggi un segnale importante: non perché esibisca "quote rosa", ma perché dimostra che ciò che per troppo tempo è stato considerato eccezionale può finalmente diventare normale. È questo il senso più profondo del No Women No Panel: costruire una società in cui la presenza femminile nei luoghi decisionali non faccia più notizia.Visite guidate al femminile
Il Museo delle Donne di Merano organizza visite guidate attraverso i vicoli e gli edifici nascosti della città, dove hanno vissuto e lavorato diverse donne. Molte di loro non sono menzionate in nessun libro di storia, nonostante abbiano raggiunto grandi traguardi e aiutato la città a costruire il suo attuale splendore. Donne delle più diverse etnie e religioni che qui hanno scritto la storia, aprendo una visione del tutto nuova di Merano e della sua diversità.
Prenotazioni e informazioni: 0473 231216, service@museia.it
Prenotazioni e informazioni: 0473 231216, service@museia.it

